L’orientamento scolastico una scelta consapevole

“Nel contesto dell’apprendimento permanente, l’orientamento rimanda ad una serie di attività che mettono in grado i cittadini di ogni età, in qualsiasi momento della loro vita, di identificare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi, prendere decisioni in materia d’istruzione, formazione e occupazione nonché gestire i loro percorsi personali di vita nelle attività di formazione, nel mondo professionale e in qualsiasi altro ambiente in cui si acquisiscono e/o si sfruttano tali capacità e competenze” (Consiglio dell’Unione Europea – Bruxelles 18 Maggio 2004).

La scelta scolastica al termine della scuola secondaria di primo grado è una decisione molto importante nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie ed è opportuno affrontarla con il massimo impegno. Una scelta ragionata e motivata aiuta a capire quale sia la scuola più adeguata per il proprio figlio o la propria figlia e permette di affrontare meglio le eventuali difficoltà che potrebbe incontrare in futuro.Fin dai primi anni del percorso scolastico, l’educazione svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento, fornendo all’alunno le occasioni per capire se stesso, per prendere consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per progettare percorsi esperienziali e verificare gli esiti conseguiti in relazione alle attese.

I principali aspetti da considerare nell’orientamento scolastico/professionale sono:

  • gli interessi dell’alunno (utili per la scelta dell’ambito scolastico e professionale);
  • il progetto a lungo termine(se vuole inserirsi presto nel mondo del lavoro oppure se è motivato ad un percorso di studi che preveda l’università);
  • il tipo e grado d’impegno nello studio (utili nella scelta del tipo di scuola).

 E’ importante capire quali passi affrontare e in quale sequenza, per fare una scelta sufficientemente buona. La scelta per essere adeguata deve essere in linea con le caratteristiche, le attitudini, i valori, la motivazione di ogni ragazzo.

È opportuno che questa decisione venga presa al termine di un percorso in cui siano prese in considerazione le tre principali fonti di informazione e conoscenza che l’alunno ha a disposizione: la propria autovalutazione, l’opinione e i desideri dei genitori, il parere degli insegnanti. Gli alunni solitamente danno molta importanza anche al parere degli amici e dei compagni di classe, ma a questa età il consiglio dei coetanei si basa più sul desiderio di condividere le esperienze che sull’effettiva capacità di capire cosa potrebbe essere meglio per l’altro.

Una buona scelta scolastica migliora l’autostima, da fiducia e costituisce la base per ulteriori apprendimenti; i fallimenti sono fonte di frustrazione, diminuiscono la fiducia in se stessi e, se non affrontati adeguatamente, possono essere causa di atteggiamenti di rinuncia o di abbandono e dispersione scolastica.  La probabilità di successo scolastico e lavorativo è legata al fatto di scegliere una scuola che interessa, in cui il ragazzo sia disposto ad impegnarsi per affrontare le richieste e le inevitabili difficoltà che potrà incontrare, intraprendendo un percorso di continuo miglioramento.

Quali sono gli atteggiamenti che i genitori dovrebbero evitare nell’aiutare i figli nella scelta:

  • imporre la propria volontà, obbligando a scelte che possono essere in contrasto con le sue attitudini;
  • manipolare la sua decisione ricorrendo a espedienti e a condizionamenti psicologici che lo portino inconsapevolmente a scegliere ciò che il genitore aveva già deciso per lui.
  • lasciarlo da solo ad affrontare le sue paure, facendogli mancare il sostegno la conferma, oppure le necessarie critiche ed obiezioni.

Il punto di vista dei genitori è quello che solitamente influisce più di tutti sulla scelta scolastica in questa età. Ciò è certamente coerente con l’esercizio delle funzioni genitoriali in quanto tra le responsabilità dei genitori vi è anche quella di aiutare i figli ad affrontare le scelte della vita, consigliandoli e sostenendoli nei momenti critici. Il genitore conosce (o dovrebbe conoscere) meglio di chiunque altro il comportamento extrascolastico del figlio, l’effettivo grado d’impegno, la sua gestione del tempo libero, ecc.

I motivi che spesso spingono i genitori a scegliere la scuola del figlio possono essere tanti:

  • alte aspettative da parte dei genitori;
  • basse aspettative rispetto alle capacità dei figli;
  • aspettative rispetto al lavoro futuro;
  • continuità della propria attività.

Le ambizioni del genitore e le sue aspettative verso il figlio rappresentano una fondamentale fonte di stimolo alla crescita, purché siano sufficientemente adeguate alle caratteristiche ed agli interessi del figlio e non siano né troppo esigenti né troppo svalutanti. Se la scelta è effettuata dal genitore e, più o meno, imposta al figlio. Il successo scolastico non è certo, il futuro lavorativo non è sicuro (almeno in termini di soddisfazione personale).

 Pertanto con il termine “orientamento” si intende sia l’operazione di “orientare” che di “orientarsi”. In questa prospettiva si vuole superare la dimensione puramente diagnostica (individuazione di attitudini e predisposizioni), quella esclusivamente valoriale (basata sulle motivazioni), o in funzione del mercato del lavoro, per adottare una visione dialettica che tenga presenti le trasformazioni della realtà sociale, tanto quanto le caratteristiche di ciascuna persona, il suo patrimonio socio-culturale e la consapevolezza, da parte di ogni singolo, del proprio processo di maturazione personale. L’orientamento nella scuola primaria di primo grado, quindi, riveste una duplice funzione: “informativa” in quanto dà all’alunno le informazioni che gli permettono di leggere la complessa realtà dominata dal cambiamento e di servirsene in funzione delle proprie potenzialità; “formativa” in quanto offre occasioni di sviluppo della personalità dell’alunno in tutte le direzioni, mediante processi educativi volti a renderlo man mano consapevole delle caratteristiche della propria personalità, dei propri interessi, delle proprie attitudini e dei propri limiti, come presa di coscienza di sé e della propria identità, di fronte ad un contesto sociale, in rapida e continua evoluzione, in cui operare scelte nell’immediato e per il futuro.

L’interesse scolastico e professionale è il fattore maggiormente in grado di prevedere ciò che effettivamente le persone faranno da adulte. Il percorso che solitamente gli insegnati svolgono nelle classi terze, a volte avvalendosi anche del contributo di esperti esterni alla scuola, ha proprio lo scopo di far riflettere gli alunni sui propri interessi, sulle proprie capacità e sulle proprie abitudini nella gestione degli impegni scolastici. Ciò attraverso alcune metodologie: la somministrazione di appositi questionari, la discussione in classe, l’utilizzo di test strutturati, colloqui informativi.

Progetto Orientamento Scolastico

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Il servizio aiuterà lo studente a:

  • Scoprire le sue attitudini;
  • Capire meglio i suoi processi di apprendimento;
  • Definire le sue preferenze professionali.

Allo studente verrà proposto di:

  • Compilare una batteria di  test psico-attitudinali;
  • Partecipare ad un colloquio motivazionale e di orientamento;
  • Ricevere una relazione con la descrizione del profilo psico-attitudinale individuale.

Il percorso prevede tre incontri, per un totale di 6 ore circa. 

 Progetto di orientamento in uscita rivolto alle scuole orientamento

Per info: psic.ricci@libero.it