La disortografia

L’apprendimento della lingua scritta si estende dalla conoscenza e produzione dei segni grafici, all’ortografia, all’utilizzo del testo come mezzo per creare e trasformare la conoscenza. Numerosi sono gli elementi coinvolti nel processo di scrittura: una buona coordinazione oculo-manuale, canali percettivi intatti, processi cognitivi prettamente linguistici, processi metalinguistici e di controllo al fine di verificare la corrispondenza tra intenzioni comunicative e produzione scritta integre.

Il disturbo specifico di scrittura o disortografia si focalizza sulla funzione di trasformare stringhe di fonemi in stringhe di grafemi, si traduce in una minore velocità e correttezza nell’espressione scritta.

Nella realtà clinica ciò che più frequentemente si osserva è la presenza di una disgrafia mista. Clinicamente si osserva una scrittura a mano deficitaria e una incapacità di comporre frasi e paragrafi coerenti, per la presenza di errori grammaticali, di spelling e di punteggiatura. Come per la lettura, anche per la scrittura la diagnosi viene formulata mediante la somministrazione di test standardizzati specifici per la scrittura. Le difficoltà di scrittura sono presenti fin dalle prime fasi di apprendimento dell’ortografia. La valutazione specifica dei processi di scrittura avviene sulla produzione spontanea, osservando i processi di costruzione del testo, oltre che il prodotto finale, e sul dettato di parole, non parole, frasi con parole omofone e brani. Gli aspetti prassici del grafismo vengono normalmente valutati mediante prove visuo-motorie. Il parametro più significativamente correlato con il disturbo di scrittura è la correttezza corrispondente al numero di errori commesso.

Va in ogni caso sottolineato come, per questo disturbo, la diagnosi va confermata solo a partire dalla seconda classe della scuola Primaria.