Educare alle emozioni

I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di scoprire il mondo delle emozioni e dei sentimenti. Le emozioni rivestono un ruolo fondamentale nella vita di bambini e ragazzi. I genitori sono chiamati ad aiutare i figli a far crescere quella che viene comunemente indicata come intelligenza emotiva. I genitori vorrebbero stabilire con i loro figli relazioni autentiche, significative e di amore. Capire il ruolo che le emozioni svolgono nei rapporti interpersonali è di fondamentale importanza, infatti, è proprio attraverso la condivisione emotiva che si entra in sintonia con gli altri. Sono le forme di comunicazione che coinvolgono la conoscenza delle nostre emozioni, la capacità di condividerle e la capacità di percepire empaticamente quelle dei nostri bambini che costituiscono le fondamenta su cui possiamo costruire con loro una relazione che continui per tutta la vita.Sintonia tra genitori e figli

Riportiamo ora un esempio per comprendere meglio come spesso in famiglia si riscontrano difficoltà ad ascoltare e ad aiutare a far esprimere le emozioni ai nostri figli: immaginiamo un bambino all’uscita di scuola che corre tutto arrabbiato dalla mamma per dirle che durante la ricreazione ha litigato con il suo migliore amico. La mamma molto in fretta lo liquida dicendo: “è normale tra bambini litigare, vedrai domani vi sarete dimenticati tutto e sarete nuovamente amici” il bambino insiste cercando di spiegare i motivi per cui mentre giocavano hanno litigato, a questo punto la mamma attraverso una reazione immediata e decisa prende il figlio per un braccio e lo porta alla macchina ricordandogli che non è un problema litigare tra compagni e lo invita a sbrigarsi perché se no faranno tardi per la piscina!

In una situazione del genere le emozioni che il bambino sta vivendo vengono chiaramente ignorate e svalutate; la sua rabbia ed eccitazione per l’accaduto non sono condivise dalla madre, risultato, il bambino probabilmente rimarrà confuso sul significato e il valore di questa esperienza emozionale e si sentirà non capito e visto in quella che, per lui, è una esperienza importante. Un coinvolgimento emotivo significativo, una partecipazione empatica della mamma all’esperienza relazionale del figlio avrebbero aiutato il bambino a dare un valore ed un significato alla sua esperienza. Questo esempio riportato evidenzia l’importanza di entrare in sintonia, o in risonanza, con le esperienze emozionali dei figli prima di cercare di modificarne i comportamenti. Entrare in sintonia con le loro emozioni può volere dire porsi a loro livello, avere un atteggiamento aperto e ricettivo, esprimere curiosità e attenzione. Un’interazione di questo tipo avrebbe garantito e rinforzato il rapporto madre e figlio; sentendo che i suoi pensieri e le sue emozioni avevano un valore per la madre, il bambino avrebbe inoltre provato un senso di sé più saldo e profondo.

Quando i genitori sono capaci e disponibili ad entrare in sintonia con le emozioni dei figli, essi sperimentano un’esperienza positiva, le relazioni emotive lo aiutano a dare significato alle proprie emozioni e influenzano il suo modo di vedere i genitori e se stesso.

Accompagnare con cura

Questa metodologia educativa ha lo scopo di insegnare ai figli a riconoscere le emozioni di base (felicità, tristezza, paura, rabbia) e a dar loro un nome, aspetto questo necessario affinché si possa poi esprimerle. Successivamente il genitore dovrà educare i propri figli a saper discriminare le proprie emozioni, questo verrà fatto inizialmente nell’insegnare ai bambini a usare le parole per esprimere le varie emozioni iniziando da quelle di base. Infine, quando siamo consapevoli delle nostre emozioni e siamo in grado di farne partecipi gli altri, la nostra esperienza risulta arricchita, perché è attraverso la condivisione delle emozioni che rendiamo più profondi i rapporti interpersonali.

Ma allora come educare un figlio a definire e gestire correttamente le emozioni? Lo si fa così, come per l’educazione al pensiero, attraverso un’esperienza condivisa (un gioco, una gita, ecc.) e ponendogli poi una semplice domanda: “cosa senti?” per poi fermarsi ad ascoltarlo. Bisogna incoraggiare i figli a parlare liberamente delle proprie emozioni, restando in silenzio e ascoltandoli attentamente, senza temere o influenzare le loro reazioni emotive rispettandole e accogliendole. Oppure lo si può educare attraverso l’esempio, ogni qualvolta noi proviamo queste emozioni, possiamo esprimerle in modo che i figli sentano e soprattutto vedano come i genitori  sono in grado di riconoscerle ed esprimerle in modo corretto. Infatti, il modo in cui i membri di una coppia gestiscono i propri sentimenti reciproci, e come trattano i propri figli, costituisce una fonte di insegnamenti profondi per essi, che sono molto attenti e pronti a cogliere i più sottili scambi emozionali all’interno della famiglia.

Un genitore capace di comunicare le proprie emozioni aiuta i figli a sviluppare le loro emozioni e l’empatia: queste componenti possono alimentare nel corso dell’intera esistenza la crescita di relazioni interpersonali intime e profonde, sull’amplificazione di quelle positive e sull’attenuazione di quelle negative.