Educare ai valori in famiglia

I valori rappresentano gli elementi più importanti per la salute psichica di tutta la famiglia. Essi sono una fonte di motivazione, rappresentano una ri­sposta valida alla ricerca di senso dell’uomo.

Grazie ai valori i membri della famiglia, e in modo particolare i soggetti in età evolutiva, sperimen­tano la significatività della propria esistenza e ciò accade più di frequente attraverso la relazione ri­levante tra genitori e figli. Tra i valori che vogliamo affrontare c’è la misericordia e il perdono all’inter­no della famiglia. Prima di approfondire il valore educativo della misericordia vogliamo fermarci sui valori in generale nell’ambito dell’educazione fa­migliare. Nella situazione attuale di crisi profonda di senso, occorre tornare alla radice umana della capacità educativa, riscoprendo qualcosa di ele­mentare e quindi semplice, fondamento per una rinnovata esperienza educativa, che permette di essere genitori propositivi, costruttivi e solidali, nel difficile contesto sociale in cui viviamo.

Ci chiediamo: I genitori hanno un progetto educa­tivo? Quali orientamenti seguono per il bene dei propri figli? Quali direzioni valoriali, etiche, morali scelgono?

Trasmettere i valori

La questione dell’educazione ai valori è, a tale ri­guardo, particolarmente decisiva. La coppia geni­toriale è chiamata a confrontarsi sul sistema valo­riale in cui far crescere i propri figli e a orientarne il percorso. In una società come quella odierna, l’attrattiva ai valori è inevitabilmente fragile, per­ché, anche quando essi sono ancora riconosciuti validi, sono sprovvisti di significato, inoltre se sono percepiti in modo astratto risulteranno di difficile trasmissione. Nel parlare e agire con i figli, ogni genitore dovrebbe essere consapevole dei propri valori vissuti e del fatto che le proprie azioni e co­municazioni lasciano un segno, un’impronta nella mente e nel cuore dei figli.

Ciò che dà vita e concretezza ad un valore è, dun­que, ciò cui esso mira, l’esperienza che se ne può fare. La consistenza e la pertinenza alla vita e la re­gola che è presente all’interno del valore è ciò che dà spessore alla proposta della famiglia. Riteniamo importante sottolineare che per educare ai valori non basta volerlo ma risulta necessario viverne e trasmetterne il contenuto in modo coerente con le proprie azioni quotidiane.

La quotidianità è il grande teatro delle rappresen­tazioni valoriali. Infatti sia i bambini che gli ado­lescenti sono osservatori attenti e puntuali nel ri­levare i segnali e le incongruenze che serviranno loro da riferimento per costruirsi una propria visio­ne del mondo.

L’agire dei genitori è influenzato ed influenza la trasmissione di alcuni valori, indipendentemente dalla consapevolezza.

L’ambiente ideale: la famiglia

Crediamo che nell’educare i figli ai valori ri­sulti efficace seguire alcune strategie di seguito proposte:

  • i valori devono essere chiari;
  • i valori devono essere insegnati;
  • i valori nascono dal contatto relazionale;
  • i genitori devono fornire ai figli dei modelli valoriali.

Restiamo convinti che, la famiglia sia il luogo fon­damentale per la mediazione dei valori e lo svilup­po delle coscienze. Come aiutare, dunque, i figli a discernere il bene e il male, a interrogarsi su que­stioni fondanti l’essere umano?

Per far questo i genitori devono possedere un si­stema di valori gerarchico, solido, strutturato e desumibile dagli atteggiamenti assunti nella vita quotidiana.

Correggere e integrare

Vogliamo riproporre qui un modello sug­gerito da Mastromarino (2010) sull’educazione ai valori e lo sviluppo del sé, definito dall’autore come “ciclo del benessere”. Nella nostra cultura occidentale i valori che predominano sono quel­li del capitalismo che si fondano su quelle che  Molari (1996) definisce le “Tre P: Piacere, Possesso e Potere“. Questi non sono valori sbagliati per de­finizione, ma credo che lo diventino nel momento in cui sono vissuti in modo esasperato ed esclusivo. Ritengo utile, pertanto, affiancare a questi valori altri che promuovano una visione umanistico-esi­stenziale per una cultura che stimoli l’autonomia delle persone ed i valori di libertà e responsabilità che si possono identificare nelle “Tre C: Contentez­za, Condivisione e Cooperazione” (Mastromarino, Scoliere, 2002).

Ambiente educativo

Gli educatori possono incoraggiare gli ado­lescenti a sviluppare l’autonomia psicologica e/o a riappropriarsene per poter raggiungere un’auto­nomia di valori.

I genitori possono lavorare a livello preventivo promuovendo il benessere e la cura per permet­tere agli adolescenti di raggiungere una maturità personale, culturale e sociale che dia loro la libertà di non rispondere in modo adattato ed assoluto ai valori consumistici, ma di privilegiare valori che mettano al centro le persone piuttosto che le cose.

Vista la natura unitaria della persona nel percorso maturativo di crescita, riteniamo importante che gli aspetti affettivi non vengano disgiunti da quelli valoriali. Ciò significa che i genitori sono chiamati ad aiutare i figli a gestire la propria affettività, ma nello stesso tempo a sostenerli nell’impegno verso una progettualità di vita, nella volontà di orien­tare il proprio percorso verso gli aspetti valoriali, ossia verso “ciò che vale” al di là di “ciò che piace”.

Il compimento del percorso educativo si attua quando ai figli si riesce a trasmettere il messaggio che “ciò che vale è anche ciò che mi piace”, ossia si riesce ad educarli alla passione per l’impegno e al piacere della responsabilità.

La trasmissione dei valori rimanda ad una rifles­sione sul ruolo genitoriale, non solo sui compiti e le funzioni che la società attribuisce alla famiglia. Ciò che è più necessario infatti è differenziarsi da quella atmosfera diffusa, che porta a dubitare e a mettere in discussione il sistema dei valori. La va­ghezza dell’impegno morale e la fragilità dei valori non permettono quell’urgente e positivo impegno dell’educazione che, quando viene meno, porta ad un abbassamento del livello di educazione. Dob­biamo avere il coraggio di dire che i genitori han­no la capacità e possono educare i figli ai valori anche nel mondo d’oggi.

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