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Saper dire NO ai figli per aiutarli nella crescita

Saper dire ‘No’ è oggi una competenza indispensabile, ma non semplice da praticare in quanto non è data a priori ma implica la capacità di una gestione corretta dei conflitti e delle divergenze. Dire ‘No’ significa, infatti, quasi sempre dire “conflitto” e quante volte nella vita quotidiana, e in particolare in ambito educativo, abbiamo evitato un No necessario e legittimo per non dover affrontare il conflitto che ne deriva? Il tema del ‘No’ è quindi particolarmente interessante perché la capacità di sostenere il “divieto”, e quindi di saper dire No ai figli, è una competenza imprescindibile per poter educare. Continua a leggere

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I disturbi d’ansia

L’ansia, la cui etimologia latina richiama concetti quali il sentirsi soffocare e il sentirsi stretti, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura, l’apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata, la frustrazione e la disperazione.

Tuttavia l’ansia è un’ emozione naturale e universale; è generata da un meccanismo fisiologico e psicologico di risposta allo stress il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventuale pericolo prima ancora che quest’ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all’esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, quando necessario alla sopravvivenza, all’ evitamento e alla eventuale fuga. Continua a leggere

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Mass-media e condotte aggressive nei giovani

Le complesse sfide che l’educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. Come aspetto del fenomeno della globalizzazione e facilitati dal rapido sviluppo della tecnologia, i media delineano fortemente l’ambiente culturale”.

Giovanni Paolo II,  2005.

Con il presente articolo si vuole porre l’attenzione sulla relazione tra la condotta aggressiva nei giovani e le scene violente veicolate dai mass media. In modo particolare nel mio intervento mi focalizzerò, allo sviluppo dei comportamenti aggressivi legati principalmente all’uso del mezzo televisivo e dei videogiochi e della forte presenza in essi di contenuti violenti.   Dopo aver analizzato cosa si intende per condotta aggressiva prenderò in considerazione il rapporto tra i giovani e i media violenti evitando di ritenere banale l’affermazione comune dell’influenza di questi sul comportamento aggressivo ma riflettendo sul fenomeno, con l’aiuto di opportune teorie ed individuando piste di interventi e prospettive educative.    Continua a leggere

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Genitori oggi. L’imprescindibile esigenza di educare

È compito dei genitori favorire una buona partenza dei figli; una cattiva impostazione rende difficile lo sviluppo successivo. Il mestiere di genitore non è facile: è un compito serio e impegnativo, affascinante e ricco di speranza; nessuno nasce già capace di farlo.

Anche chi ritiene di avere le idee chiare, si accorge invece che i figli mettono in crisi, pongono problemi, fanno continue domande, spiazzano con le loro risposte.

Un’educazione seria  e attenta deve tenere presente le tappe di crescita del bambino per aiutarlo a salire la “montagna” della vita. I sentieri possono essere diversi, ma la montagna è sempre la stessa. Continua a leggere

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Lo lascio…andare. L’inserimento dei bambini nella scuola dell’infanzia

In questi anni mi sono sempre trovato a dover dare, per il mio lavoro, consigli a tanti genitori che accompagnavano i loro figli per la prima volta a scuola. Quest’anno ho fatto l’esperienza di essere io ad accompagnare mia figlia per il suo primo giorno di scuola. Devo ammettere che le mie certezze teoriche si sono scontrate con le mie paure e con le mie ansie di papà che lascia per la prima volta la figlia nel suo primo significativo passo di autonomia e affrancamento verso la vita, affrontando così il mio primo distacco emotivo da lei.

Certamente il primo giorno di scuola rappresenta per ogni bambino e per ogni famiglia una svolta considerevole. Cambiano i tempi del fare quotidiano, le modalità di accudimento, le responsabilità. Continua a leggere

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Bullismo e benessere relazionale nella scuola

Il bullismo, visto come una particolare forma di disagio socio-relazionale, si manifesta in diversi ambienti sociali, dalla scuola ai vari luoghi di aggregazione giovanile. Combattere ed intervenire sulle diverse forme di bullismo è possibile e deve prevedere un’azione a più livelli e su più fronti. Sia che si tratti di bambini o di adolescenti, l’effettiva riduzione del fenomeno richiede la presenza e l’intervento dell’adulto. Considerando l’importante funzione educativa e di socializzazione che la scuola riveste, essa è il luogo privilegiato per intervenire a carattere preventivo e di promozione del benessere. Anche se non tutti gli episodi di prepotenza avvengono all’interno della scuola, essa è certamente l’ambiente dove, più facilmente, questi possono essere rilevati, prevenuti e contrastati (Formella-Lo Presti-Ricci, 2007, 61). Certamente si avverte sempre di più la necessità di collaborazione tra famiglia, scuola e territorio come l’unica strada per contrastare e fronteggiare il fenomeno del bullismo. Continua a leggere

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Separati, ma sempre genitori

Quando una famiglia si spezza solitamente tutti hanno delle difficoltà. La separazione e il divorzio sono sempre un processo doloroso per tutti coloro che vi sono coinvolti. In genere sono maggiormente colpiti da ciò i figli che non hanno diritto di parola nella decisione. Molte persone hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti e la reazione di ognuno a questa rottura può essere molto diversa. Di solito la separazione non è mai una soluzione concordata, raggiunta tranquillamente, preparata. Sono poche le cosiddette “consensuali”. Piuttosto capita che si arrivi alla separazione dopo un periodo più o meno lungo, di conflitti aperti, di scontri, di litigi infiniti che tristemente coinvolgono in modo diretto i figli spettatori passivi. Diverse coppie ormai devastate da sentimenti ostili, accecate dalla rabbia e sconvolte da un terremoto di emozioni non si accorgono di ciò che succede da un punto di vista psicologico ai figli. Separarsi male può rivelarsi lacerante soprattutto per i figli. Questi, infatti, devono essere rassicurati che, anche se il papà e la mamma decidono di non stare più insieme, vorranno sempre bene ai figli e si occuperanno di loro per tutte le necessità.  La presenza dei figli richiama i genitori a confrontarsi sul modo di affrontare il passaggio della separazione. È un compito delicato prepararli al nuovo stile di vita, cercando di non aggravare la già difficile situazione. I figli, si aspettano genitori responsabili, presenze costanti e rassicuranti per sedare la paura di essere abbandonati e i sensi di colpa che li può far sentire responsabili della separazione dei genitori. Continua a leggere

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I preadolescenti: un’età “mistica”?

Chi educa si trova spesso disorientato di fronte all’educazione dei preadolescenti. Vista la loro irrequietezza non è sempre facile comunicare con loro, capire cosa vogliono o aiutarli a ragionare. Come trattarli? Non sono più bambini e neppure adolescenti. Di fatto anche la psicologia si dimostra in difficoltà di fronte a questa fase evolutiva tanto che alcuni non esitano a parlare della stessa come di un “età negata”. È necessario considerare la preadolescenza come una tappa evolutiva autonoma e di come questa età rappresenti una fase di transizione breve verso l’adolescenza. Allora dobbiamo chiederci anzitutto chi è il preadolescente oggi e in che modo i contesti non formali e informali hanno influenza su di lui? Continua a leggere

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