Archivi autore: Alessandro Ricci

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La scuola come luogo educativo

La scuola è, subito dopo la famiglia, la principale agenzia di socializzazione e formazione della personalità del bambino e del preadolescente. Il suo compito fondamentale è fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia e, infine, formare alla cittadinanza e alla vita democratica. La scuola è prima di tutto studio, conoscenza, cultura, apprendimento dei saperi, ma è anche educazione, teatro di crescita civile e di cittadinanza; è luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, e si affermano le prime amicizie, che, in molti casi, resteranno per tutta la vita. Continua a leggere

Essere assertivi

Fermandosi al termine linguistico l’assertività si riferisce all’affermare cioè al “dire”, all’esprimere le proprie opinioni e i propri vissuti emotivi (sentimenti, emozioni) ed allo stesso tempo riuscire a risolvere in modo positivo le situazioni e i problemi.
L’assertività è un elemento centrale delle abilità di comunicazione. Essere assertivi significa saper esprimere se stessi e far valere il proprio punto di vista rispettando le idee ed i diritti degli altri.
L’assertività è basata sul rispetto reciproco, è uno stile comunicativo efficace e diplomatico. Essere assertivi dimostra che rispetti te stesso perché sei disposto a farti valere per difendere i tuoi interessi e ad esprimere sia i tuoi pensieri che il tuo modo di sentirti. Dimostra anche che sei consapevole dei diritti e dei bisogni degli altri e sei disposto ad adoperarti attivamente per la risoluzione di conflitti. Continua a leggere

Il ruolo educativo del padre

Dopo un periodo piuttosto lungo in cui la società occidentale ha assistito ad un processo di declino della funzione paterna e ad una crisi generale della paternità, ora la figura del padre si trova al centro di una riscoperta del suo ruolo fondamentale.
A partire dalla fine degli anni ’60, il ruolo del padre e il modo di esercitare la sua funzione nella relazione con i figli sono stati entrambi modificati profondamente; la paternità ha perso rilevanza rispetto alla maternità, sia a livello giuridico che sociale. Che la situazione sia voluta o subita, di fatto oggi il padre risulta essere il grande assente in tutto ciò che concerne il sano sviluppo e l’educazione dei figli.
Riflettendo sulla funzione paterna e sulla crisi che la paternità ha attraversato, sui cambiamenti socio-culturali avvenuti e su quelli che probabilmente avverranno, sui modi concreti in cui il ruolo del padre s’incarna oggi e sull’attuale primato del modello materno, è fondamentale richiamare l’attenzione sul fatto che i figli, per crescere in maniera equilibrata, hanno bisogno di un padre e di una madre, di due figure complementari tra loro che sappiano fare gioco di squadra, senza confusione dei ruoli. È sempre maggiore il numero di bambini che crescono con solo metà di ciò di cui hanno bisogno. È probabile che saranno solo la metà di ciò che potrebbero essere. Continua a leggere

Il cyberbullismo fenomeno de-umanizzante

Sono sempre più in aumento episodi di violenza “virtuale”, dove vittime designate vengono umiliate sui social in modo crudele e senza pietà, da cyberbulli sprezzanti (e dall’indifferenza o dal silenzio colpevole di tanti coetanei responsabili di un cybermutismo inquietante e spettrale).
Una definizione ampiamente condivisa di cyberbullying è: “Un atto aggressivo ed intenzionale compiuto da un gruppo o da un individuo, ripetuto e che dura nel tempo contro una vittima che non si può facilmente difendere” (Smith et. al., 2008). Il cyberbullo può agire anonimamente e diffondere offese tramite il web ad un pubblico potenzialmente illimitato.
Il cyberbullismo (cyberbullying) mostra elementi di continuità con il bullismo tradizionale, ma nello stesso tempo presenta nuove e specifiche caratteristiche: un elevato numero di astanti (bystanders) che molto spesso non conoscono la vittima; una modalità di aggressione che non prevede una relazione faccia a faccia tra il bullo e la vittima (da cui deriva il fatto che il bullo non può vedere gli effetti del suo gesto sulla vittima e quindi non può innescare meccanismi empatici che limiterebbero gli attacchi); la possibilità per i bulli di agire nell’anonimato. Continua a leggere

Adolescenti e dipendenza droga alcol e fumo

Il consumo di sostanze psicoattive fra gli adolescenti in questi ultimi anni ha subito un forte aumento. Desta particolare preoccupazione il consumo di sostanze al quale i giovani si avvicinano con disinvoltura e sempre più preoccupante. Questa attitudine li espone a rischi sul piano della salute come pure su quello dell’apprendimento. I danni sul piano della salute spesso divengono irreversibili, quelli che toccano l’apprendimento e la formazione scolastica e/o professionale possono compromettere lo sviluppo e il futuro della persona. L’interruzione della scuola e/o di una formazione professionale sono spesso all’origine di ulteriori disagi, di marginalità e di illegalità e, comunque possono ostacolare la persona nel conseguimento dei propri obiettivi di sviluppo e di benessere. Un crescente numero di soggetti, nell’ambito adolescenziale e giovanile, vanno manifestando comportamenti e atteggiamenti che sono orientati alla ricerca di novità e sensazioni forti. Se da un lato la ricerca di sensazioni è uno dei bisogni primari e una delle caratteristiche tipiche dell’adolescenza normale, dall’altro in questi ultimi anni un numero crescente di giovani sembra essere polarizzata, verso esperienze estreme, rischiose, spesso autodistruttive, a scapito della possibilità di fruizione del quotidiano e delle sue sane gratificazioni. Continua a leggere

Il modello dell’Analisi Transazionale

Il modello dell’Analisi Transazionale è un metodo che aiuta le persone a riconoscere i propri meccanismi disfunzionali e a trovare le risorse necessarie per il cambiamento. Si fonda sulla lettura dei comportamenti relazionali osservabili e permette di individuare le potenzialità individuali necessarie nel processo di crescita evolutiva della persona.
Fondata da Eric Berne (1910 – 1970) l’Analisi Transazionale trova origine negli studi che hanno evidenziato l’importanza delle relazioni nei processi di sviluppo dell’individuo. Per vivere e per crescere in modo sano e adeguato ogni essere vivente ha bisogno di intessere relazioni significative con gli altri. Il suo “essere in relazione” è caratterizzato dallo scambio di transazioni che comprendono l’insieme dei gesti, dei comportamenti e delle emozioni che sviluppa nei rapporti, e le cui motivazioni poggiano sulle relazioni primarie avute con le figure significative della propria infanzia. Continua a leggere

Genitori – Figli e nuove tecnologie

Il rapporto dei ragazzi con i nuovi media viene percepito dai genitori con un senso di ambivalenza: timori e diffidenza legati ai possibili e concreti rischi, ma anche fiducia e apertura verso le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questa contraddizione spesso tende a polarizzare la discussione quando mi trovo a fare conferenze su questo tema ai genitori, contrapponendo i rischi alle opportunità o viceversa, invece di accogliere il fatto che nella realtà quotidiana i rischi viaggiano insieme alle opportunità e tutto questo può diventare una sfida educativa, con la consapevolezza di dover essere equipaggiati come educatori (nelle conoscenze teoriche, nelle abilità tecnologiche ma soprattutto nelle competenze educative e relazionali) per sostenere e accompagnare i figli.
Alle consuete difficoltà che alimentano lo scontro tra genitori e figli, oggi, si aggiunge la consapevolezza tutta nuova dei genitori di non avere che pochi o minimi strumenti per comprendersi reciprocamente. In fondo è la prima volta nella storia dell’educazione che capita di vedere i giovani con più competenze tecnologiche degli adulti. La relazione dunque di fronte ai nuovi mezzi di comunicazione tra genitori e figli non di rado è difficile o più complicata di un tempo. Spesso ambivalente. Perché gli adulti da una parte criticano l’uso degli strumenti tecnologici che fanno parte integrante della vita dei figli e dall’altra li adottano massicciamente e a volte più disfunzionalmente dei loro figli. Continua a leggere

Come affrontare l’inserimento del bambino nella scuola dell’infanzia

Frequentare per la prima volta la scuola dell’infanzia significa fare un vero e proprio ingresso in società, oltre che un incredibile atto di fiducia nei confronti delle insegnanti a cui i genitori affidano quanto più di prezioso hanno al mondo: il loro bambino. La scuola dell’infanzia è una piccola collettività in miniatura che allena al senso dell’impegno, alla possibilità di differire la gratificazione per ottenere dei risultati a lungo termine; che insegna a cooperare con gli altri nonostante le differenze o i conflitti che possono insorgere; che offre occasioni di crescita, di autonomia e di conoscenza della realtà. Si creano legami, si sentono emozioni e se ne riconosce il significato, ci si allena a tollerare piccole frustrazioni, a sperimentare dei limiti e delle attese.
Quando un bimbo inizia a frequentare la scuola dell’infanzia, tutto il sistema familiare affronta questo importante cambiamento: esso può essere vissuto come un vincolo o una opportunità. Se di fronte alla fatica e alla frustrazione il genitore crolla, difficilmente sarà possibile fare un buon inserimento, se invece si ha la convinzione che questo passo i bambini lo possono fare allora si apre un mondo. Continua a leggere

Arriva un fratellino: come gestire la gelosia tra fratelli

La gelosia è un fenomeno praticamente inevitabile all’interno di una famiglia. Quasi tutti i bambini desiderano essere il figlio preferito dei genitori, essere considerati i più bravi ed essere i più amati dai familiari. Nella maggior parte dei casi, la competizione tra fratelli è motivata dal voler ottenere amore, attenzione e approvazione dai genitori. La gelosia non necessariamente riguarda solo il rapporto tra fratelli, anche un amatissimo figlio unico può essere estremamente geloso della relazione che esiste tra i genitori. In una famiglia con più fratelli, ogni bambino può essere geloso di un altro, ma la causa più comune è la nascita di un fratellino. La rivalità è un fenomeno generalmente presente tra il bambino più piccolo e quello più vicino a lui per età. Continua a leggere

Riconoscere che il bambino è competente

Parlare di “bambino competente” significa riconoscere che la qualità delle sue attività dipende sia dai suoi sentimenti che dal suo livello di sviluppo: attraverso le sue attività il bambino esprime i sentimenti; dall’evoluzione dei suoi sentimenti dipende il suo adattamento futuro.

I bambini hanno un potente impulso ad agire e a farlo in prima persona senza chiedere aiuto. Sono capaci di ascoltare e polarizzare la loro attenzione e di mantenerla a lungo, ripetono in modo intelligente le esperienze per loro interessanti, esplorano gli oggetti e li usano in modo creativo. Continua a leggere

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