La scuola come luogo educativo

La scuola è, subito dopo la famiglia, la principale agenzia di socializzazione e formazione della personalità del bambino e del preadolescente. Il suo compito fondamentale è fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia e, infine, formare alla cittadinanza e alla vita democratica. La scuola è prima di tutto studio, conoscenza, cultura, apprendimento dei saperi, ma è anche educazione, teatro di crescita civile e di cittadinanza; è luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, e si affermano le prime amicizie, che, in molti casi, resteranno per tutta la vita. Continua a leggere

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Come affrontare l’inserimento del bambino nella scuola dell’infanzia

Frequentare per la prima volta la scuola dell’infanzia significa fare un vero e proprio ingresso in società, oltre che un incredibile atto di fiducia nei confronti delle insegnanti a cui i genitori affidano quanto più di prezioso hanno al mondo: il loro bambino. La scuola dell’infanzia è una piccola collettività in miniatura che allena al senso dell’impegno, alla possibilità di differire la gratificazione per ottenere dei risultati a lungo termine; che insegna a cooperare con gli altri nonostante le differenze o i conflitti che possono insorgere; che offre occasioni di crescita, di autonomia e di conoscenza della realtà. Si creano legami, si sentono emozioni e se ne riconosce il significato, ci si allena a tollerare piccole frustrazioni, a sperimentare dei limiti e delle attese.
Quando un bimbo inizia a frequentare la scuola dell’infanzia, tutto il sistema familiare affronta questo importante cambiamento: esso può essere vissuto come un vincolo o una opportunità. Se di fronte alla fatica e alla frustrazione il genitore crolla, difficilmente sarà possibile fare un buon inserimento, se invece si ha la convinzione che questo passo i bambini lo possono fare allora si apre un mondo. Continua a leggere

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Lo lascio…andare. L’inserimento dei bambini nella scuola dell’infanzia

In questi anni mi sono sempre trovato a dover dare, per il mio lavoro, consigli a tanti genitori che accompagnavano i loro figli per la prima volta a scuola. Quest’anno ho fatto l’esperienza di essere io ad accompagnare mia figlia per il suo primo giorno di scuola. Devo ammettere che le mie certezze teoriche si sono scontrate con le mie paure e con le mie ansie di papà che lascia per la prima volta la figlia nel suo primo significativo passo di autonomia e affrancamento verso la vita, affrontando così il mio primo distacco emotivo da lei.

Certamente il primo giorno di scuola rappresenta per ogni bambino e per ogni famiglia una svolta considerevole. Cambiano i tempi del fare quotidiano, le modalità di accudimento, le responsabilità. Continua a leggere

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Facciamo crescere bene i bambini

Quali sono i principali rischi dell’utilizzo precoce dei dispositivi digitali (smartphone, tablet, computer, ecc.) in seguito all’analisi scientifica presentata dalla Società Italiana di Pediatria, riguardo agli effetti sulla salute fisica e psicologica nei bambini da 0 a 8 anni.

  1. Interferire con lo sviluppo cognitivo, perché limita l’esperienza diretta e concreta con gli oggetti.
  2. influire sui livelli di attenzione e nelle relazioni sociali per l’elevata esposizione allo schermo.
  3. determinare l’aumento del peso corporeo relativo allo scarso movimento fisico con conseguenti problemi comportamentali.
  4. compromettere vista, udito e sviluppo del linguaggio.
  5. procurare disturbi del sonno.

DOPO POCHI MESI DALL’USCITA SIAMO GIA’ ALLA SECONDA RISTAMPA

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Educare all’autonomia

Uno degli obiettivi più importanti dell’educazione familiare è aiutare i figli a crescere in autonomia. Quella dell’autonomia è, perciò, una prospettiva di fondo dell’educazione familiare, che accompagna l’impegno dei genitori lungo tutto il processo formativo del figlio. Essa richiede sostanzialmente di assecondare, senza ostacolare quello che si può considerare il percorso naturale dell’autonomia, perché questa è, in un certo senso, una spinta intrinseca al processo stesso di crescita di ogni bambino. Se, infatti, il dinamismo della crescita non subisce ostacoli o alterazioni nelle relazioni con le persone significative, ogni bambino è naturalmente spinto a immaginare, escogitare, creare, esplorare, fare da sé, distinguersi dagli altri. E questi sono tutti passi lungo la via che porta progressivamente all’autonomia.
Porre continuamente limiti, intervenire in ogni situazione che i figli devono affrontare, stare troppo “col fiato sul collo” a un bambino quando gioca perché non si sporchi o non si faccia male, è il metodo migliore per crescere persone insicure e poco autonome e, a volte, per indurre proprio quei comportamenti che si vorrebbero evitare. Continua a leggere

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