Genitori – Figli e nuove tecnologie

Il rapporto dei ragazzi con i nuovi media viene percepito dai genitori con un senso di ambivalenza: timori e diffidenza legati ai possibili e concreti rischi, ma anche fiducia e apertura verso le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questa contraddizione spesso tende a polarizzare la discussione quando mi trovo a fare conferenze su questo tema ai genitori, contrapponendo i rischi alle opportunità o viceversa, invece di accogliere il fatto che nella realtà quotidiana i rischi viaggiano insieme alle opportunità e tutto questo può diventare una sfida educativa, con la consapevolezza di dover essere equipaggiati come educatori (nelle conoscenze teoriche, nelle abilità tecnologiche ma soprattutto nelle competenze educative e relazionali) per sostenere e accompagnare i figli.
Alle consuete difficoltà che alimentano lo scontro tra genitori e figli, oggi, si aggiunge la consapevolezza tutta nuova dei genitori di non avere che pochi o minimi strumenti per comprendersi reciprocamente. In fondo è la prima volta nella storia dell’educazione che capita di vedere i giovani con più competenze tecnologiche degli adulti. La relazione dunque di fronte ai nuovi mezzi di comunicazione tra genitori e figli non di rado è difficile o più complicata di un tempo. Spesso ambivalente. Perché gli adulti da una parte criticano l’uso degli strumenti tecnologici che fanno parte integrante della vita dei figli e dall’altra li adottano massicciamente e a volte più disfunzionalmente dei loro figli. Continua a leggere

Le influenze del WEB sulla personalità degli adolescenti

In adolescenza i ragazzi si scontrano con svariati cambiamenti: corporeo, cognitivo, sociale, il tutto alla ricerca di una nuova identità, capiamo bene allora che inoltrarsi senza filtri in un mondo virtuale dove regna il “non reale” è pericoloso perché incontra e rassicura le loro paure in maniera irrealistica.

Si può arrivare a negare la realtà vera, scindere il proprio Io a seconda di quante finestre sul WEB si tengono aperte. Noi solitamente interpretiamo personaggi diversi a seconda dei contesti della nostra vita: il padre, il collega, il figlio ecc. il nostro Sé è in grado di decentrarsi ed esprimersi diversamente, nel WEB l’individuo mette in scena tutti i Sé contemporaneamente quindi è più facile correre il rischio di confondere il Sé, dissociarlo e portare così ad una condizione di isolamento psichico. Continua a leggere

Separati, ma sempre genitori

Quando una famiglia si spezza solitamente tutti hanno delle difficoltà. La separazione e il divorzio sono sempre un processo doloroso per tutti coloro che vi sono coinvolti. In genere sono maggiormente colpiti da ciò i figli che non hanno diritto di parola nella decisione. Molte persone hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti e la reazione di ognuno a questa rottura può essere molto diversa. Di solito la separazione non è mai una soluzione concordata, raggiunta tranquillamente, preparata. Sono poche le cosiddette “consensuali”. Piuttosto capita che si arrivi alla separazione dopo un periodo più o meno lungo, di conflitti aperti, di scontri, di litigi infiniti che tristemente coinvolgono in modo diretto i figli spettatori passivi. Diverse coppie ormai devastate da sentimenti ostili, accecate dalla rabbia e sconvolte da un terremoto di emozioni non si accorgono di ciò che succede da un punto di vista psicologico ai figli. Separarsi male può rivelarsi lacerante soprattutto per i figli. Questi, infatti, devono essere rassicurati che, anche se il papà e la mamma decidono di non stare più insieme, vorranno sempre bene ai figli e si occuperanno di loro per tutte le necessità.  La presenza dei figli richiama i genitori a confrontarsi sul modo di affrontare il passaggio della separazione. È un compito delicato prepararli al nuovo stile di vita, cercando di non aggravare la già difficile situazione. I figli, si aspettano genitori responsabili, presenze costanti e rassicuranti per sedare la paura di essere abbandonati e i sensi di colpa che li può far sentire responsabili della separazione dei genitori. Continua a leggere

Percorso “Il cuore che arde”

Da mercoledì 7 Marzo 2018 inizierà presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore un percorso di formazione rivolto ai giovani dal titolo: “Il cuore che arde. In cammino con i discepoli di Emmaus per crescere in armonia della sessualità e degli affetti”. Il quarto incontro vedrà la mia partecipazione mercoledì 11 Aprile dal titolo: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore? Educazione all’affettività e capacità di autoregolazione emotiva”.

 

Corso genitori Care Giver

Sarò il relatore del corso per genitori: “Care Giver” che si terrà all’Istituto Comprensivo Raffaello Giovagnoli di Monterotondo.

Per il programma del corso scarica la locandina

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Il modello dell’Analisi Transazionale

Il modello dell’Analisi Transazionale è un metodo che aiuta le persone a riconoscere i propri meccanismi disfunzionali e a trovare le risorse necessarie per il cambiamento. Si fonda sulla lettura dei comportamenti relazionali osservabili e permette di individuare le potenzialità individuali necessarie nel processo di crescita evolutiva della persona.
Fondata da Eric Berne (1910 – 1970) l’Analisi Transazionale trova origine negli studi che hanno evidenziato l’importanza delle relazioni nei processi di sviluppo dell’individuo. Per vivere e per crescere in modo sano e adeguato ogni essere vivente ha bisogno di intessere relazioni significative con gli altri. Il suo “essere in relazione” è caratterizzato dallo scambio di transazioni che comprendono l’insieme dei gesti, dei comportamenti e delle emozioni che sviluppa nei rapporti, e le cui motivazioni poggiano sulle relazioni primarie avute con le figure significative della propria infanzia. Continua a leggere