Genitori – Figli e nuove tecnologie

Il rapporto dei ragazzi con i nuovi media viene percepito dai genitori con un senso di ambivalenza: timori e diffidenza legati ai possibili e concreti rischi, ma anche fiducia e apertura verso le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questa contraddizione spesso tende a polarizzare la discussione quando mi trovo a fare conferenze su questo tema ai genitori, contrapponendo i rischi alle opportunità o viceversa, invece di accogliere il fatto che nella realtà quotidiana i rischi viaggiano insieme alle opportunità e tutto questo può diventare una sfida educativa, con la consapevolezza di dover essere equipaggiati come educatori (nelle conoscenze teoriche, nelle abilità tecnologiche ma soprattutto nelle competenze educative e relazionali) per sostenere e accompagnare i figli.
Alle consuete difficoltà che alimentano lo scontro tra genitori e figli, oggi, si aggiunge la consapevolezza tutta nuova dei genitori di non avere che pochi o minimi strumenti per comprendersi reciprocamente. In fondo è la prima volta nella storia dell’educazione che capita di vedere i giovani con più competenze tecnologiche degli adulti. La relazione dunque di fronte ai nuovi mezzi di comunicazione tra genitori e figli non di rado è difficile o più complicata di un tempo. Spesso ambivalente. Perché gli adulti da una parte criticano l’uso degli strumenti tecnologici che fanno parte integrante della vita dei figli e dall’altra li adottano massicciamente e a volte più disfunzionalmente dei loro figli. Continua a leggere

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Cyberbullismo

Per denominare le azioni aggressive e intenzionali, eseguite persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, mms, foto, video clip, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, chiamate telefoniche), da una persona singola o da un gruppo, con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi, è stato recentemente proposto il termine “cyberbullismo”

In preadolescenza e adolescenza il gruppo dei pari è importantissimo. Diventa il metro di paragone con cui confrontare il proprio comportamento e il proprio modo di essere. Essere esclusi da qualsiasi gruppo, venire presi costantemente in giro per caratteristica fisica o psicologica o per un errore che si è compiuto può far soffrire molto i ragazzi. Continua a leggere

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L’orientamento scolastico una scelta consapevole

“Nel contesto dell’apprendimento permanente, l’orientamento rimanda ad una serie di attività che mettono in grado i cittadini di ogni età, in qualsiasi momento della loro vita, di identificare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi, prendere decisioni in materia d’istruzione, formazione e occupazione nonché gestire i loro percorsi personali di vita nelle attività di formazione, nel mondo professionale e in qualsiasi altro ambiente in cui si acquisiscono e/o si sfruttano tali capacità e competenze” (Consiglio dell’Unione Europea – Bruxelles 18 Maggio 2004).

La scelta scolastica al termine della scuola secondaria di primo grado è una decisione molto importante nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie ed è opportuno affrontarla con il massimo impegno. Una scelta ragionata e motivata aiuta a capire quale sia la scuola più adeguata per il proprio figlio o la propria figlia e permette di affrontare meglio le eventuali difficoltà che potrebbe incontrare in futuro. Continua a leggere

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Quando dare lo smartphone ai figli?

Alcuni genitori sono assolutamente contrari all’uso dei cellulari, altri (in realtà la maggior parte) lo comprano ai figli anche in età precoce in modo da non farlo/a sentire escluso dal gruppo o in modo da rispondere a bisogni pratici.
È chiaro che oggigiorno il cellulare è diventato un simbolo all’interno delle nuove generazioni (e non solo, diciamocelo!), uno strumento di aggregazione, per cui chi non ce l’ha in adolescenza può sentirsi effettivamente escluso.
Molti genitori non sanno, però, che il cattivo uso dello smartphone può comportare seri problemi psicologici e legali, poiché attraverso di esso si possono compiere vari atti lesivi della dignità propria e altrui, anche inconsapevolmente, dando così vita a fenomeni di cyberbullismo, sexting, condivisione di materiale privato ecc. Continua a leggere

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Educare allo sbaglio ovvero “sbagliando si impara”

Nessun bambino ha mai imparato a camminare senza cadere. La caduta è prova che il bambino sta imparando a camminare. Poi accade qualcosa… Accade che da quel momento in poi gli errori e le cadute sono interpretati come prova che il bambino NON sta imparando! Ed inizia la paura di sbagliare, la demotivazione, la bassa autostima, il rifiuto dello studio ecc. Ecco, dovremmo capire cosa accade in quel preciso momento in cui l’errore, da momento di crescita, diventa prova di incapacità e colpa.
Se il modo in cui ogni essere umano approccia all’errore è determinante per la sua capacità di apprendere, significa che abituare un bambino a vedere nel fallimento una possibilità di crescita, piuttosto che una semplice mortificazione, è fondamentale per il suo futuro. Lodarne l’impegno è, invece, un’azione utile a fargli sviluppare una mentalità aperta, capace di accogliere ed affrontare le sfide. Continua a leggere

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